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la scelta di una badante convivente

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Come fare per scegliere delle brave ed affidabili badanti conviventi? Molti anziani che hanno bisogno di un’assistente familiare, per provvedere alle azioni quotidiani della propria vita, hanno l’esigenza di cercare una badante di fiducia. Come trovare una badante? Prima di tutto per cercare una brava badante, i figli dell’assistito si rivolgono ad altre famiglie, che hanno avuto precedenti esperienze e che possono consigliare una brava assistente familiare.

In un secondo momento, si rivolgono, a delle agenzie/associazioni o a delle cooperative che si occupano interamente del servizio, con un costo abbastanza medio/alto.

Come trovare badante fidata?

Per selezionare i diversi lavoratori disponibili, il datore di lavoro deve fissare un vero e proprio colloquio di lavoro, per scegliere la più affidabile assistente familiare e che combacia con le esigenze familiari. Prima di tutto è importante far conoscere l’assistente all’anziano (datore di lavoro), per ricevere un primo riscontro positivo o negativo, della persona che sarà a più contatto con la badante.

In seguito la famiglia deve sottoporre un questionario alla badante. Nel questionario bisogna prima di tutto annotare: la regolarità della badante sul territorio dello Stato italiano attraverso la presentazione del:

  • permesso di soggiorno in corso di validità non scaduto (meglio accertarsi che sia per motivi familiari o per lavoro subordinato). Se il permesso di soggiorno è per attesa occupazione, il datore di lavoro, deve controllare la sua validità, in quanto lo stesso scade entro un anno dalla data di rilascio;
  • il passaporto in corso di validità o il documento di identità italiano.
  • il codice fiscale italiano.

E’ importante chiedere all’assistente familiare, se ha parenti in Italia o all’estero, per conoscere le sue esigenze giornalieri, settimanali ed annuali e per concordare sin da subito l’assenza per ferie.

Dopo aver accertato i requisiti precedenti, bisogna chiedere:

  • l’esperienza maturata come assistente familiare,
  • i certificati in possesso ed attinenti alla figura degli assistenti familiare,
  • le referenze dei precedenti datori di lavoro,
  • le sue esigenze di riposo settimanale,
  • la sua alimentazione, per conoscere sin da subito gli eventuali costi di vitto.

Badante convivente: quali sono i costi del datore di lavoro?

Dopo aver analizzato tutti questi aspetti, bisogna concordare la retribuzione, in base alla paga base del contratto collettivo nazionale del lavoro, Colf e badanti in vigore, convivente o non convivente. Il datore di lavoro deve sapere, prima di assumere una badante, tutti i seguenti costi:

la retribuzione base, stabilito dal contratto collettivo nazionale del lavoro convivente e non convivente, (è possibile consultare gli stipendi tabellari sul nostro articolo: Contratto colf e badanti 2020 i contributi Inps, calcolati in relazione alla paga oraria o mensile ed il numero delle ore comunicate nella denuncia telematica Inps. Una parte di questi contributi viene sottratta dalla busta paga della badante. I contributi Inps delle colf e badanti, si pagano entro il 10 del mese successivo al trimestre di riferimento (ad esempio 10 Aprile per i contributi da Gennaio a Marzo) con il bollettino Mav, inviato al domicilio del datore di lavoro dall’Inps o scaricabile sul portale dei pagamenti Inps. Per calcolare i contributi delle badanti, è necessario visualizzare il nostro video;

-le ferie (pari a 26 giorni lavorativi in un anno), indipendentemente dall’orario di lavoro,
– e festività nazionali (pari a 12);
– i permessi (12 o 16 ore all’anno)
– le eventuali indennità per pranzo, cena, vitto ed alloggio,
– la mensilità aggiuntiva denominata tredicesima mensilità, da corrispondere entro il giorno di Natale,
– il trattamento di fine rapporto. (Retribuzione lorda annuale diviso 13,5, più la rivalutazione spettante ogni anno);
– i costi del consulente del lavoro, per l’assunzione, l’elaborazione delle 13 buste paga mensili e del Cu (certificazione unica annuale).

Quali costi della badante posso recuperare?


L’anziano, per far fronte alle spese dell’assistenza privata della badante, ha diritto a delle agevolazioni fiscali annuali, attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi. Il datore di lavoro può recuperare sul modello 730:

  • i contributi Inps, solo la parte spettante al datore di lavoro, in relazione alla tipologia di contratto ed alla paga oraria, (è importante conservare i bollettini Mav pagati) o scaricare l’attestazione sul sito dell’Inps;
  • la detrazione fiscale irpef per assistenza personale, sino ad un massimo di 399 euro annuali, di rimborso fiscale, nel caso di anziani con un disabilità grave;

    Inoltre sono previste assistenze domiciliari occasionali da parte del Comune (in base all’indicatore Isee) o contributi economici a sostegno della retta, in case di assistenza convenzionate con lo Stato. Infine, per gli ex dipendenti pubblici o per i coniugi, è previsto un aiuto mensile denominato Home care e nel breve periodo saranno disponibili anche dei fondi per i caregiver.
Come scegliere brave badanti conviventi?

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