Indice
- Nuovi contributi INPS per colf, badanti e baby sitter dal 2026
- Aumenti salariali minimi nel 2026: quanto cambia davvero in busta paga
- Orari di lavoro e regole più chiare nel 2026
- Cosa cambia per le famiglie e quali tutele per i lavoratori domestici?
- Ferie e Permessi nel Contatto CCNL 2026
Nuovi contributi INPS per colf, badanti e baby sitter dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 cambiano ufficialmente anche i contributi INPS che le famiglie devono versare per chi lavora in casa. L’INPS ha aggiornato le tabelle contributive tenendo conto dell’aumento del costo della vita registrato negli ultimi due anni, con una variazione complessiva pari a circa +1,4%. Questo adeguamento, anche se contenuto, incide sul costo finale del lavoro domestico e va considerato attentamente da chi assume.
Nel concreto, i contributi orari aumentano di pochi centesimi, ma su base mensile e annuale la differenza si fa sentire. Per esempio, per i rapporti di lavoro con paga oraria fino a 9,61 euro, il contributo complessivo sale a 1,70 euro l’ora, contro 1,68 euro dell’anno precedente. Nelle fasce di retribuzione più alte, i contributi crescono in modo proporzionale, seguendo lo stesso meccanismo previsto dalle nuove tabelle INPS 2026.
Un altro cambiamento importante riguarda le modalità di pagamento. Dal 2026 non vengono più spediti i bollettini cartacei PagoPA a casa. Le famiglie datrici di lavoro devono accedere al portale INPS, scaricare l’avviso di pagamento e procedere online oppure tramite i canali digitali abilitati. Questo significa che chi non è pratico di computer o SPID dovrà farsi aiutare, perché il sistema sarà solo digitale.
Aumenti salariali minimi nel 2026: quanto cambia davvero in busta paga
Il nuovo contratto prevede aumenti reali dei minimi salariali, che incidono soprattutto su chi percepisce le paghe base. Per molte famiglie e lavoratori non si tratta di grandi cifre, ma di adeguamenti necessari per tenere il passo con l’aumento dei prezzi. Nel 2026, ad esempio, una baby sitter assunta per 40 ore settimanali vedrà il minimo orario salire da 7,10 euro a 7,46 euro. Per una colf di livello B, la paga minima passa da 6,68 euro a 7,02 euro l’ora. Sono aumenti che sembrano piccoli, ma che su un mese intero portano a decine di euro in più.
Nel caso delle badanti conviventi, l’aumento incide soprattutto sulla spesa totale per la famiglia. Tra stipendio, contributi e indennità previste dal contratto, il costo mensile può crescere anche di 30–50 euro al mese, a seconda dell’inquadramento e dell’orario effettivo di lavoro. È bene chiarire che questi sono importi minimi contrattuali: se la retribuzione è già più alta, non scatta automaticamente un nuovo aumento.
Orari di lavoro e regole più chiare nel 2026
Il contratto 2026 conferma e chiarisce meglio anche la gestione degli orari di lavoro, un punto spesso fonte di discussioni tra famiglie e lavoratori. Per i rapporti a ore restano valide le regole sulle 40 ore settimanali, mentre per i conviventi viene ribadita la distinzione tra ore di lavoro effettivo e tempi di riposo.
Nel lavoro di assistenza continuativa, soprattutto per le badanti che vivono in casa, il contratto rafforza il principio che non tutte le ore di presenza sono ore lavorate. Restano quindi fondamentali i riposi giornalieri, il riposo settimanale e i permessi previsti. Questo serve a tutelare la salute del lavoratore e a evitare abusi, soprattutto nei casi di assistenza a persone non autosufficienti.
Cosa cambia per le famiglie e quali tutele per i lavoratori domestici?
Le novità del 2026 non riguardano solo i soldi. Il contratto punta anche a rendere il lavoro domestico più tutelato e più stabile. Viene dato più spazio alla formazione professionale, soprattutto per chi assiste persone anziane o con disabilità, con percorsi più chiari e riconosciuti.
C’è anche un rafforzamento delle tutele legate alla malattia, alla maternità e alle esigenze familiari, aspetti che nel lavoro domestico spesso creavano incertezze. L’obiettivo è rendere il rapporto di lavoro più equilibrato, con regole comprensibili sia per il lavoratore sia per la famiglia che assume.
Per le famiglie, il 2026 significa soprattutto più attenzione ai costi complessivi. Stipendi minimi più alti e contributi leggermente maggiori portano a una spesa mensile più elevata, soprattutto nei rapporti a tempo pieno. Questo non vuol dire che assumere diventi impossibile, ma che è importante fare bene i conti fin dall’inizio.
Il Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico in vigore dal 1° novembre 2025 resta valido fino al 31 ottobre 2028. Questo significa che le regole introdotte ora continueranno ad avere effetti anche nei prossimi anni, con ulteriori piccoli adeguamenti programmati.
Ferie e Permessi nel Contatto CCNL 2026
Nel 2026 restano confermati anche i diritti legati a ferie e permessi per colf, badanti e baby sitter, che rappresentano una parte fondamentale del contratto di lavoro domestico. Ogni lavoratore ha diritto a quattro settimane di ferie retribuite all’anno, pari a 26 giorni lavorativi, indipendentemente dal numero di ore settimanali svolte. Le ferie maturano mese dopo mese e devono essere godute, di norma, entro l’anno successivo a quello di maturazione, cercando sempre un accordo con la famiglia datrice di lavoro. Durante le ferie lo stipendio viene pagato regolarmente e, nel caso di lavoratori conviventi, restano garantiti vitto e alloggio oppure la relativa indennità sostitutiva.
Oltre alle ferie, il contratto prevede anche permessi retribuiti per motivi personali o familiari e tutele specifiche in caso di visite mediche, malattia o esigenze documentate. Per le badanti conviventi, in particolare, sono confermati i riposi settimanali obbligatori e le pause giornaliere, che servono a garantire un equilibrio minimo tra lavoro e vita privata, soprattutto nei rapporti di assistenza continuativa.
Tutti questi diritti non sono facoltativi: fanno parte del contratto nazionale e devono essere rispettati dalle famiglie, così come i lavoratori devono comunicare per tempo le proprie esigenze, evitando assenze improvvise che potrebbero creare difficoltà organizzative.
