Indice
- Report Domina e dati sul Lavoro Domestico nel 2025
- Sesso, anagrafica e provenienza dei Lavoratori domestici in Italia
- La piaga del Lavoro Nero nel settore domestico
- I datori di Lavoro per Colf, badanti e baby-sitter
Report Domina e dati sul Lavoro Domestico nel 2025
Il lavoro domestico in Italia è una realtà molto ampia e importante per la vita di tante famiglie. Ogni anno l’Osservatorio Domina pubblica un rapporto dettagliato sulla situazione di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Il Rapporto Domina presentato nel 2026 fornisce dati chiari e una fotografia aggiornata di questo mondo, mettendo in evidenza numeri, problemi e tendenze che spiegano perché il lavoro domestico è così centrale e, allo stesso tempo, così fragile.
Secondo il Report Domina, il numero complessivo di persone coinvolte nel lavoro domestico in Italia è molto alto. Ci sono oltre 1,7 milioni di lavoratori domestici regolari, registrati all’INPS, cioè con contratto e contributi versati. A questo dato si aggiunge però una componente molto ampia di lavoratori irregolari che non hanno contratto, contributi, ferie o garanzie: considerando anche loro, il totale delle persone coinvolte supera i 3,3 milioni. Questo vuol dire che quasi una persona su due che lavora nel settore domestico non ha un contratto formale e quindi vive in una situazione di fragilità e insicurezza.
Sesso, anagrafica e provenienza dei Lavoratori domestici in Italia
I dati mostrano anche che le famiglie italiane spendono ogni anno una cifra molto alta per il lavoro domestico, tra paghe e contributi. Questi soldi non solo servono direttamente per pagare chi lavora in casa, ma generano anche un valore economico importante: il lavoro domestico contribuisce all’economia italiana in modo significativo, perché consente a molte persone anziane o fragili di stare a casa propria invece di andare in strutture costose. Il settore quindi non è solo una questione privata di una famiglia, ma un elemento che coinvolge l’intera società. Un altro elemento chiaro che emerge dal rapporto è la forte presenza di lavoratori stranieri. Una grande parte dei lavoratori domestici in Italia proviene da altri Paesi, e questa presenza estera è legata sia alla domanda di assistenza in un paese che invecchia sempre di più, sia alla storica domanda di lavoro in casa. Le lavoratrici e i lavoratori stranieri svolgono un ruolo fondamentale nel settore, soprattutto nelle attività di assistenza personale e di cura degli anziani.
Il report evidenzia anche la composizione di chi svolge questo lavoro. In generale, la maggioranza delle persone che lavorano come colf, badanti o baby sitter è di genere femminile, perché storicamente i lavori di cura e domestici sono stati associati alle donne. Questo non significa però che non ci siano uomini nel settore, ma la presenza femminile resta predominante.
Questo dato è importante anche per capire alcune dinamiche sociali e salariali, perché le lavoratrici spesso affrontano condizioni di lavoro più fragili o meno tutelate. Un altro elemento che emerge dal rapporto è legato alla irregolarità delle condizioni di lavoro. Anche se una parte dei lavoratori ha contratti regolari, una percentuale molto alta resta fuori dal sistema formale.
La piaga del Lavoro Nero nel settore domestico
Molte persone dunque, lavorano senza contributi, senza ferie pagate, senza tutele in caso di malattia o infortunio. Per molte famiglie può sembrare più semplice assumere senza contratto perché costa meno, ma questo comportamento alimenta una parte di mercato sommerso che mette a rischio i diritti dei lavoratori e la protezione sociale nel lungo periodo.
Il Report sottolinea anche che la presenza della componente irregolare non è distribuita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. In alcune regioni la percentuale di lavoratori domestici in nero è più alta rispetto ad altre. Questo dipende da vari fattori, tra cui le diverse condizioni economiche locali, le abitudini di impiego e le conoscenze delle famiglie rispetto ai diritti contrattuali e agli obblighi contributivi. In pratica, dove ci sono più difficoltà economiche si registra spesso una maggiore irregolarità, perché le famiglie cercano di risparmiare affidandosi a soluzioni non formali.
I datori di Lavoro per Colf, badanti e baby-sitter
Secondo il Rapporto Domina, anche il numero di datori di lavoro domestico è cambiato negli ultimi anni. Dopo un periodo di crescita legato in parte alla pandemia e alle condizioni di mercato, il numero di famiglie che assumono lavoratori domestici regolari è diminuito, ma resta comunque molto alto. Questo indica che la domanda di assistenza e di servizi domestici continua a essere forte, anche se con alcune oscillazioni negli ultimi anni. Il rapporto indica inoltre che le badanti, cioè chi si occupa principalmente di assistenza alla persona, hanno superato per la prima volta le colf, cioè chi svolge compiti di pulizia e mansioni domestiche ordinarie. Questo è un dato significativo, perché riflette il cambiamento demografico del paese: la popolazione italiana invecchia e c’è sempre più bisogno di assistenza diretta e continuativa per persone anziane o con disabilità.
Tra le proposte che emergono dallo studio-Domina c’è la necessità di strumenti che aiutino le famiglie a mettere in regola i contratti e a sostenere i costi del lavoro domestico. Altre idee riguardano incentivi fiscali per chi assume in regola, meccanismi di rimborso o sostegno per facilitare la contribuzione INPS, e anche azioni per migliorare le condizioni di malattia, maternità o paternità per i lavoratori domestici. L’obiettivo di queste proposte è rendere il lavoro domestico una scelta sostenibile, dignitosa e con diritti chiari per chi lavora e per chi assume.
Per conoscere la retribuzione oraria effettiva dei lavoratori domestici, i diritti ed i doveri delle colf e badanti, consigliamo di leggere il nostro articolo: Contratto colf e badanti 2026: Guida completa e aumento degli stipendi minimi
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